Per l’anno 2007 la compagnia Teatrino Clandestino svilupperà un progetto di ampio respiro che prevede la coproduzione con diversi partners italiani e stranieri.
Da un punto di vista produttivo, il progetto è in fase di sviluppo e individuazione dei diversi soggetti coproduttivi (è confermata la collaborazione con Sophiensaele/Berlin).
Per quanto riguarda invece il progetto artistico, queste sono le linee guida che segneranno gli sviluppi del progetto nel suo svilupparsi:
in primo luogo un’idea formale di ricerca teatrale e drammaturgica che ci condurrà, come altre volte, a sviluppare l’intero lavoro attraverso una serie di tappe successive di avvicinamento e approfondimento, per poi giungere al lavoro finale che nascerà dal risultato delle riflessioni indotte e dedotte dalle tappe precedenti.
Ognuna di queste tappe costituisce un momento di incontro con il pubblico e di verifica della pertinenza di ciascuna indagine drammaturgica e formale rispetto alla forma teatro e spettacolo.
In questo contesto ideativo la compagnia pensa di progettare e condurre, come sua abitudine, più laboratori i quali costituiscono il tessuto primario di ciascuna tappa.
In questa occasione i soggetti a cui il Teatrino Clandestino rivolge la sua attenzione sono attori particolari, ma non nuovi per la compagnia, si tratta infatti di bambini di età compresa tra i sei e gli otto anni (già in ‘Sinfonia Majakovkjiana’ e ne ‘Il ginepro. Favola cimiteriale’ la compagnia aveva diretto bambini di età analoga attraverso laboratori che poi li hanno visti protagonisti della messa in scena).
Guidandoli e stimolandoli attraverso improvvisazioni tematiche, l’idea è, questa volta, di carpirne forme linguistiche, costruzione di pensiero, relazioni fisiche e spaziali, di coglierne, tramite l’attenta osservazione e la registrazione, dialoghi e comportamenti, al fine di utilizzare poi questi materiali per creare una drammaturgia assolutamente improntata alla logica dell’immaginario infantile e questa verrà in fine consegnata ad un ensemble di attori adulti, i quali dovranno assumere in modo emulativo comportamenti e linguaggio dedotti dalle improvvisazioni dei bambini: questo pensiamo possa produrre un effetto di ironia estremo.
In sostanza l’idea fondante è quella di vedere degli adulti esprimersi con parole e forme comportamentali dei bambini e se l’infantilismo espressivo sottolinea ironicamente la loro immaturità, la purezza morale delle forme di pensiero, sempre ironicamente li riscatta.
Così i personaggi parleranno e agiranno di guerra, amore, sfruttamento, politica, vita e morte con la purezza dell’infanzia, ma con l’aspetto fisico della corruzione inscritto nell’essere adulti.
A tale proposito riteniamo che i laboratori con i bambini siano una fucina improvvisativa di enorme potenziale, che riguarda tutti i livelli della presenza scenica dell’attore e non solo l’ aspetto linguistico; pertanto lavorare con bambini di differenti nazionalità che incarnano senza filtri gli stereotipi delle rispettive culture non può che arricchire le possibilità potenziali di una tale ricerca; per questo il lavoro di conduzione di Pietro Babina e Fiorenza Menni potrebbe essere coadiuvato da interpreti non solo della lingua parlata, ma del più ampio concetto di linguaggio che vede coinvolte tutte le sfere del comportamento e dell’espressività.
Inoltre potrebbe anche essere interessante mettere in contesti improvvisativi bambini di differenti culture ed osservare come essi cerchino di aggirare i problemi della comunicazione e dell’interazione. (quali soluzioni offrono?)
A questa idea formale di ricerca, si affianca un’idea tematica: pensiamo di adoperare come canovaccio per le improvvisazioni, un testo fondamentale della cultura occidentale, un testo che per il suo contenuto ci consente di mantenere una continuità tematica con i lavori precedenti.
Si tratta di ‘Candide’ di Voltaire; questo testo attraverso il suo protagonista, compie un excursus morale e politico che a noi oggi pare di grande attualità e quindi interessante da riscoprire, unitamente al forte aspetto satirico della forma di questo piccolo grande romanzo.
Ad oggi possiamo prevedere tre tappe preparatorie, per concludere poi con un quarto ed ultimo lavoro che rappresenterebbe il momento di formalizzazione ultimo dell’intero percorso di ricerca.
Progetto Candide. I laboratori
Partners:
Sophiensaele Theatre Berlin - Germania > (22-31 Marzo 2007)
Centrale FIES Dro (TN) Italia > (20-27 Luglio 2007)
Theatre de la Place Liegi - Belgio > (15-30 Agosto 2007)
Gru Ginevra Svizzera > in attesa di conferma
Il lavoro con i bambini:
I soggetti coinvolti nel laboratorio sono bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni, possibilmente di etnie miste, in un numero che va da un minimo di 10 ad un massimo di 15.
Le ore in cui saranno impegnati saranno 4 ore giornaliere al massimo per una durata di 10 giorni.
I laboratori si svolgeranno in forma ludica e non richiederanno nessuno sforzo o obbligo comportamentale per i partecipanti. Nella sala sede del laboratorio, prevista all’interno della struttura teatrale ospitante, avranno accesso oltre ai bambini, unicamente i membri di Teatrino Clandestino, in particolare Pietro Babina e Fiorenza Menni, drammaturgi, i quali suggeriranno ai bambini dei temi sui quali questi potranno improvvisare liberamente.
Verranno registrate via audio e video tutte le interazioni dei soggetti ma le immagini non saranno diffuse né utilizzate durante lo spettacolo. Il loro utilizzo avverrà esclusivamente all’interno della compagnia sotto forma di studio per creare una drammaturgia, (salvo particolari richieste ed unicamente a seguito di autorizzazione sotto forma di liberatoria da parte dei genitori).
La presenza di adulti sarà vietata in sala durante i laboratori ad eccezione del personale della compagnia, nella fattispecie Pietro Babina (drammaturgo, regista) e Fiorenza Menni (drammaturga, attrice), fondatori di Teatrino Clandestino, ideatori e coordinatori del progetto.
Un sistema di monitoraggio e di controllo del lavoro durante il suo svolgimento è previsto per i genitori dei bambini.
www.teatrinoclandestino.org
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