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lotte van den berg
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Lotte Van Den Berg: Stillen
 
Giovedì 2 agosto - Ore 21.00 - Turbina 2 - prima nazionale
Venerdì 3 agosto - Ore 23.00 - Turbina 2 - prima nazionale
Durata 75 minuti

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Immagini e video in:
drodesera

Scheda produzione:



Regia: Lotte van den Berg
Con: Luc Boyer, Annalisa Derossi, Hendrik Aerts, Gerindo Kamid Kartadinata, Lucia Meeuwsen, Emily Eflein
Scenografia: Dries Verhoeven
Luci: Jörg Bittner
Costumi: Magdalena Musial
Dramaturg Suzanne Jaeschke
Produzione: Toneelhuis, Sophiensaele (Berlin)
Coproduzione: Productiehuis Rotterdam (Rotterdamse Schouwburg)
 
Stillen parla di corpi che hanno bisogno gli uni degli altri. Per mangiare, bere, fare l’amore e piangere. Un vecchio, una ragazza, un bambino. Una donna anziana, una donna giovane. Ogni corpo ha i propri ricordi. Ogni corpo è alla ricerca. Stillen parla di corpi agitati, frementi e tremanti.  Di estinguere e allattare, di calmare la sete.
Corpi che urtano altri corpi. Si perdono gli uni negli altri e si strappano via a vicenda. In Stillen vediamo questo movimento incessante di corpi che si attraggono e si respingono, a volte vorticosi, a volte erranti, talvolta teneri, talaltra crudeli.
Stillen è uno spettacolo sul potere consolatorio del contatto. Sul dolore di ritrovarsi sempre soli alla fine.
 
Quante parole servono per abbracciare qualcuno o respingerlo radicalmente? Zero, ce lo dimostra Lotte van den Berg con Stillen, uno spettacolo in cui la regista fa appello a sei attori molto diversi. L’effetto è sorprendente. (…) Non è né danza, né mimo, né teatro di movimento. È uno stato transitorio, senza parole, poiché il gioco muto fra gli individui è decisamente più eloquente.
Chi vi si abbandona, ne esce spogliato della propria corazza, l’anima sotto il braccio.
De Morgen
 
In Stillen Lotte van den Berg propone il potere evocativo della sobrietà. (…) Sei attori, alcune sedie traballanti, acqua e sapone. Moltissimo sapone. Ecco gli ingredienti di uno spettacolo commovente, decisamente riuscito, che poggia sulla semplicità. (…) Van den Berg presenta uno spettacolo che richiede del tempo, quello di vivere un’esperienza guardando e viceversa. Senza sentimentalità facile né pathos invadente, Stillen respira una bellezza sottile che proviene dall’interno e che vi si decanta.
De Standaard.

http://www.toneelhuis.be