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Il libro del Festival Immagini e testi per raccontare i 20 anni di Drodesera Per informazioni e acquisto scrivere a: info@drodesera.it Vent'anni in breve (testo tratto dal libro del festival): Nel 1979 si apriva a Dro la Biblioteca Comunale. Sede fatiscente (allora) e scarse dotazioni materiali, ma una grande voglia di animare, di dare un'anima nuova alla fin troppo tranquilla realtà di un piccolo paese di campagna fra il Garda e le Dolomiti. Dopo due rassegne musicali ("Musica per tutti" nel '79 e "Dromesemusica" nel "80), causa l'interdizione all'uso dell'oratorio, si decise di supplire alla totale mancanza di spazi uscendo in piazza. Come nei proverbi, tra necessità, ingegno e virtù... solo che era vero. Il primo "Drodesera" iniziava così, nel 1981, con un dichiarato intento di coinvolgere la gente, scoprire nuovi significati e nuovi modi di consumare e produrre cultura. Da una parte gli spettacoli in piazza, dall'altra l'apertura incondizionata ai fermenti più vitali e interessanti che la scena nazionale del teatro e della danza in quegli anni esprimeva; il tutto in un contesto di riscoperta e re-invenzione degli spazi quotidiani, con l'intento di trasformare il paese, una settimana all'anno, in un luogo diverso. Il teatro davanti alla chiesa, un bar "tropicale" in piazza, in cinema all'aperto: la realtà che si dilatava in tempi nuovi e spazi sorprendenti. C'erano amici che spostavano le sedie, parenti al pianoforte, il palco principale illuminato da due quarzine legate alle palme, una grande curiosità per le cose nuove e la voglia di crescere insieme agli artisti che, arrivati a Dro (cioé a "Drodesera"), ne coglievano la positiva e stimolante diversità. Detto così sembra poco, ma funzionava a meraviglia. In pochi anni "Drodesera" si conquistò un ruolo importante nel panorama regionale dell'offerta spettacolare estiva. Poi, nel 1986, la nascita di "VIaggio in Italia", una lega di piccoli e combattivi festival estivi in fiera contrapposizione ai festival di vetrina e di apparato. Un'esperienza importantissima, libero laboratorio di idee, master permanente di formazione teatrale che ci arricchìtutti di nuove conoscenze, stimoli e soprattutto la consapevolezza di come fosse possibile realizzare anche in un luogo all'ombra qualcosa d'importante. Non solo per noi. Poi... gli anni volano. Dal generoso spirito di volontariato di amici vecchi e nuovi si forma una professionalità diffusa che porta alla costituzione della cooperativa il Gaviale, attualmente uno dei soggetti più qualificati nel campo dell'organizzazione di progetti di spettacolo nella nostra regione. "Drodesera" si confronta con il territorio, con la sua memoria, con le sue esigenze di crescita e promozione; nascono originali esperienze di spettacolo in ambiente naturale, si fa teatro sul greto del Sarca, nei Castelli, nelle vecchie Centrali idroelettriche. Si intraprende, primi in Italia, a danzare nelle strade insieme ai partner di "Città che Danzano", circuito dove torna ad aleggiare lo spirito di "Viaggio in Italia", questa volta con tappe in tutto il mondo. Dro diventa così un punto di riferimento nazionale e internazionale per tutti quelli che credono ancora in una funzione etica del teatro, nella sua capacità di essere memoria, riflessione e crescita culturale e sociale. Nei suoi cortili sono nati spettacoli che hanno avuto (a volte) un grande successo in Italia e anche in Europa. Recentemente, in una calda festa di fine spettacolo, un vecchio amico del festival che, buon per lui, s'é fatto ricco e famoso, nel presentarci ad un artista di un circo che ci ospitava definiva "Drodesera": "Un petit festival avec une grande tradition" Detto in francese suona anche bene. Dro, 29 giugno 2000 Dino Sommadossi |
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