Programma

STOA- scuola di movimento della Socìetas Raffaello Sanzio: Ballo Individuale in circostanze costrette

Venerdì 28 luglio e sabato 29 luglio, ore 19.00
Centrale Idroelettrica di Fies – Sala di Comando
Durata 45 minuti
Prenotazione obbligatoria

Concepito ed attuato dalla Stoa di: Sara Angelini, Demetrio Castellucci (che ha curato e creato le musiche), Stefano Bartolini, Teodora Castellucci, Giulia Merendi, Vincenzo Reale, Eugenio Resta, Marco Villari, Sonia Brunelli, coroginnasta, Claudia Castellucci, scolarca.
Produzione: Socìetas Raffaello Sanzio con il Patrocinio della Provincia di Forlì-Cesena;

Lo scopo di una scuola non è un oggetto, ma una relazione. Lo spettacolo, per una scuola immersa nel teatro, è una meta complementare, una verifica sperimentale. E’ innaturale pertanto, per la Stoa, “esportare” i propri spettacoli: non ha la preoccupazione di diffondersi, e non ne fa un mestiere. In questo caso, invece, c’è uno spostamento di sede che diventa, per la scuola, occasione di studio particolare.
Lungo il periodo di ottobre 2003 e maggio 2004 ci sono stati incontri di discussione e di movimento fisico tra giovani di un’età compresa tra i quindici e i venti anni, attratti da un’azione che fosse insieme immediata e meditata. L’immediatezza è data dalla risposta istintiva e da una reazione rispetto a un fatto o a un’idea. La meditazione è data dalla necessità di produrre in prima persona un fatto o un’idea.
La plausibilità di questa scuola, che prende il nome dall’antica Stoa, nell’adesione a un modello di scuola fondato su una relazione tra insegante e scolaro non indotta e trovata, bensì prescelta e cercata, si fonda sull’azione. L’insieme della Stoa ha avuto e ha bisogno di azione. C’è stato e c’è bisogno di fare subito qualcosa di formato, con quel minimo che si ha a disposizione. Un posto, un luogo di azione, e la scuola insediata, anzi in moto.
In questo Ballo individuale in circostanze costrette viene presa in considerazione l’origine accidentale delle relazioni e dunque il valore intrinseco dell’incontro. La ricerca consapevole e organizzata di queste relazioni aumentano la potenza d’agire. In questo senso è da preferire il termine “ballo” a “danza”, perché mentre questa si rifà a esperienze legate a scopi coreografici, il ballo si richiama a un girare intorno a un centro ideale e ospitante, cui le persone fanno da corona motorizzata, e per cui, ad esempio, non esiste il concetto di “errore”, bensì quello di volontaria interruzione. Il ballo è “gettarsi” in un cerchio da sempre in moto.
Il Ballo individuale in circostanze costrette rappresenta il movimento che ognuno compie singolarmente; l’incontro accidentale; l’origine di una relazione; la conduttura di una forza generale che si apre nella folla; l’immissione nel mulinello del tempo; le condutture viarie metropolitane; la distruzione delle strade operata dalle onde magnetiche a favore di una strada pervasiva e saturata; le circostanze della cronologia, dell’alfabeto e della geografia che definiscono chi entra in ballo con la vita.

http://www.raffaellosanzio.org/

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