Programma

Orthographe: Orthographe de la Physionomie en Mouvement - Spettacolo per camera ottica

Venerdì 21, ore 18.30, 19.45, 20.30, 22.30 e 00.15
Sabato 22 luglio, ore 18.30, 19.45, 20.30, 22.30
Centrale Idroelettrica di Fies – Sala Mezzelune
Durata 25 minuti
Prenotazione obbligatoria

Soggetto: Orthographe (Francesca Amati, Sonia Brunelli, Angela Longo, Sabrina Maggiori, Alessandro Panzavolta);
Regia: e camera ottica: Alessandro Panzavolta;
Con: Angela Longo, Roberta Galassini, Sara Casotti, Valentina Parmigiani;
Tecnico in scena: Francesca Pambianco;

Produzione:
Orthographe, Inteatro_Teatro Stabile di Innovazione, la Biennale di Venezia;
Con il sostegno di: Regione Marche - Assessorato alla Cultura,Progetto Interregionale "quattro regioni al centro della scena";
In collaborazione con: Comune di Forlì - Assessorato Politiche Giovanili;

Il luogo di origine dell'immagine è uno spazio chiuso dove la visione viene messa in scena; il linguaggio dello spettacolo condivide con questo luogo la mancanza di parola e la presenza persuasiva dell'immagine pura. Il meccanismo della visione diviene macchina teatrale, si assiste alla generazione di immagini in bilico tra la stasi tensoriale e il movimento, tra la possibilità di essere discorso e l'assenza di narrazione, ciò che non è ancora comprensibile è già iconograficamente riconoscibile.
Orthographe de la physionomie en mouvement richiama le immagini de la Iconographie photographique de la Salpêtrière, gli album fotografici editi a partire dal 1877 sotto la supervisione del neuropatologo Jean-Martin Charcot. La documentazione era prodotta nella camera di posa del gabinetto fotografico ospitato nella clinica; i soggetti ritratti negli album sono per lo più figure femminili, internate nel “quartiere delle epilettiche” alla Salpêtrière dove il professor Charcot teneva le sue lezioni dimostrative sull’ipnotismo e la grande hystèrie, dando vita a veri e propri spettacoli-performance con le giovani donne come attrici. Una galleria di corpi in pose plastiche misurate e riproducibili, queste mute icone presto lasceranno il teatro anatomico della Salpêtrière per prendere posto nei fotogrammi delle prime pellicole cinematografiche.

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