Programma

Officina Valdoca: Opera

Domenica 30 luglio, ore 23.00
Centrale Idroelettrica di Fies – Sala Mezzelune
Durata 40 minuti
Prenotazione obbligatoria

Cura della visione e regia: Vincenzo Schino;
Con: Marta Bichisao, Riccardo Capozza, Gaetano Liberti, Vincenzo Schino;
Aiuto regia: Marta Bichisao;
Elaborazione digitale del suono: Gennaro Mele;
Effetti plastici: Leonardo Cruciano;
Costume di Arlecchino: Michele Napoletano;
Assistente alla produzione: Giuseppe Schino;
Fonica: Luca Fusconi;
Prodotto da: Teatro Valdoca - progetto Officina Valdoca;

“Opera è un lavoro che si pone il problema della rappresentazione e del senso di stare su un palcoscenico.
Abbiamo lavorato in modo radicale sull’imbarazzo dello sguardo.
Abbiamo lavorato sulla vergogna e sulla commozione.

Opera è un errore, una baracca di burattini montata male che da un momento all’altro potrebbe crollare.
E ne è consapevole.
Come fantasmi, appaiono personaggi recuperati dalla tradizione e dal luogo comune del teatro e dell’arte, figure universali e inequivocabili. Uno per tutti, il clown.
Il clown, come arlecchino, fa da traghettatore in luoghi dichiaratamente artificiali: la pista del circo, il boccascena di un teatro, il diaframma di uno sguardo. Attraverso queste porte, toglie gradualmente i punti d’appoggio della logica. Il clown, come diceva Fellini, “E’ un bambino in potenza. Il clown rappresenta nel modo più efficace, commovente e comico una creatura che si trova in un mondo immenso e sconosciuto”. Il clown contiene nella sua forma le anime di tutti coloro che non possono fare a meno di esporsi, al ridicolo. Il buffone, il saltimbanco, il fool, in una parola: l’artista.
Perché lo fanno? Cosa li costringe? Questa domanda, a cui non c’ è risposta, ha fatto da perno.
La struttura drammaturgica del lavoro si nutre del concetto del “numero”, della performance che non racconta mai nulla, ma è fine a se stessa.
Inizia e finisce. Poi l’applauso e la paga.
Si è cercato di sfruttare proprio il mancato funzionamento dei numeri, abbandonandosi alla violenza dello sguardo.
Un macello in un circo e viceversa.
I problemi che hanno nutrito la ricerca non appartengono solo al teatro, ma alla pittura, alla scultura e tutte le arti che intendono, sapendo di fallire, modificare o reinventare il mondo.”

Vincenzo Schino.

http://www.teatrovaldoca.it/


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